L’UE valuta una tassa sul gioco online: il Parlamento stima 3,9 miliardi l’anno

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Tassa Ue sul gioco online: il Parlamento europeo stima 3,9 miliardi di euro l'anno

Il Parlamento europeo ha quantificato in 3,9 miliardi di euro l’anno il gettito di una possibile tassa sul gioco online a livello Ue. La stima è più del doppio degli 1,9 miliardi indicati dalla Commissione europea e arriva mentre il negoziato sul bilancio 2028-2034 entra nella fase decisiva.

Da dove arriva la stima da 3,9 miliardi

La valutazione è stata elaborata dai servizi del Parlamento europeo su richiesta dell’eurodeputata ceca Danuše Nerudová, del Partito popolare europeo. I numeri sono stati diffusi il 29 settembre e riguardano tre nuove forme di prelievo: gioco online, servizi digitali e plusvalenze sulle cripto-attività.

Per il gioco e le scommesse online il Parlamento stima 3,9 miliardi di euro l’anno, contro gli 1,9 miliardi della Commissione. Lo scarto è ancora più ampio sul prelievo digitale, che secondo i servizi dell’assemblea può valere fino a 25,2 miliardi annui, circa cinque volte la stima di Bruxelles.

«Abbiamo bisogno di nuove risorse proprie per coprire il rimborso del debito comune e per finanziare le nuove priorità del bilancio dell’Ue», ha dichiarato Nerudová a Euronews. La differenza sul digitale dipende dalla base imponibile: il Parlamento include anche streaming ed elaborazione dati e porta l’aliquota dal 3 al 5 per cento.

Le due stime a confronto

Nuova risorsa propria Stima Commissione Ue Stima servizi Parlamento Ue
Prelievo su gioco e scommesse online 1,9 mld €/anno 3,9 mld €/anno
Prelievo sui servizi digitali circa 5 mld €/anno fino a 25,2 mld €/anno
Imposta sulle plusvalenze cripto 2,4 mld €/anno circa 3 mld €/anno

I tre prelievi fanno parte del pacchetto di risorse proprie con cui l’Ue vuole finanziare il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Nella posizione negoziale approvata il 28 aprile con 370 voti a favore, 201 contrari e 84 astensioni, il Parlamento chiede nuove entrate per circa 60 miliardi di euro all’anno.

Malta frena, l’Italia ha già il prelievo

Sul gioco online la proposta incontra la forte opposizione di Malta, dove hanno sede europea numerosi operatori del settore. Il dossier però resta aperto: il 24 settembre, in una riunione a Dublino sul prossimo bilancio, il gruppo dei Socialisti e Democratici ha rilanciato il prelievo su gioco e scommesse online tra le possibili nuove fonti di finanziamento.

L’Italia un prelievo sul gioco lo applica già. Le vincite ottenute da un operatore con licenza ADM subiscono una ritenuta del 25 per cento applicata alla fonte e non vanno dichiarate dal giocatore.

Sui siti privi di concessione, invece, la vincita va indicata come reddito diverso nel Modello Redditi PF: un rischio in più per chi sceglie un casinò non AAMS.

La scala del mercato spiega perché Bruxelles guarda a questo comparto. Nel nostro Paese la spesa dei casinò in Italia è arrivata a 306,8 milioni di euro ad agosto 2026, con Lottomatica al 31,3 per cento di quota sul segmento online.

I tempi: il nodo è il 13 ottobre

La presidenza irlandese del Consiglio sta preparando un pacchetto sulle nuove risorse proprie. Il ministro Thomas Byrne ha chiarito il 23 settembre che, in questa fase, nessuna proposta viene esclusa. Carla Tavares, co-relatrice sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, ha indicato queste entrate tra quelle in grado di assicurare nuove risorse al bilancio europeo.

L’obiettivo dichiarato è arrivare a una proposta più definita prima del Consiglio Affari generali del 13 ottobre. I Paesi Ue puntano a un accordo sul bilancio entro la fine dell’anno, con l’introduzione delle nuove risorse compatibile con l’avvio del ciclo di bilancio nel 2028. La stessa Nerudová riconosce che i negoziati sono già in ritardo.

Cosa cambia davvero per il giocatore italiano

Va detto con chiarezza: quella dei 3,9 miliardi è una stima di gettito per il bilancio Ue, non una tassa sulle vincite dei giocatori. Oggi nessun giocatore italiano paga qualcosa in più per questa ipotesi e, se il prelievo arrivasse, colpirebbe il margine degli operatori.

Il punto vero è la competitività. Un prelievo europeo si sommerebbe a un prelievo nazionale già elevato e comprimerebbe i margini dei concessionari ADM, che operano con licenza, garanzie sui pagamenti e strumenti di gioco responsabile.

Ecco perché conviene leggere con attenzione le differenze tra siti di scommesse non AAMS e operatori regolari: sul primo fronte il prezzo è più basso, sul secondo la partita è regolata e verificabile.

Il mio giudizio: se il prelievo passerà, sarà un costo in più per l’industria regolata, non una nuova imposta sul giocatore. Ma il messaggio è chiaro, l’online è la parte del mercato che i governi guardano quando cercano gettito.

Fonti: JAMMA (30 settembre 2026); Euronews (29 settembre 2026); Parlamento europeo (28 aprile 2026); Fiscomania (11 giugno 2026).