Distanziometro Veneto, il TAR condanna Comune e Ministero: 5.000 euro alla sala scommesse di Arzignano

Icona verificato Bruno
Pubblicato da:
Bruno
Ultimo aggiornamento:

Distanziometro Veneto, sentenza TAR su una sala scommesse

Il TAR Veneto ha condannato il Comune di Arzignano e il Ministero dell’Interno a risarcire 5.000 euro a una sala scommesse bloccata per errore. La sentenza sul distanziometro Veneto arriva dopo l’annullamento del diniego di licenza: l’attività ha aperto con mesi di ritardo e il tribunale ha riconosciuto solo una parte del danno.

Distanziometro Veneto, la regola dei 400 metri

L’articolo 7 della legge regionale Veneto n. 38/2019 vieta le sale da gioco entro 400 metri da luoghi sensibili come scuole, luoghi di culto e strutture sanitarie.

L’obiettivo dichiarato è ridurre l’esposizione al gioco d’azzardo nelle zone più frequentate dalle famiglie.

Nel caso di Arzignano, però, la società Due s.r.l.s. aveva presentato un progetto con solo raccolta di scommesse, senza apparecchi AWP né VLT.

La differenza è decisiva: la norma regionale disciplina la collocazione degli apparecchi da gioco, non l’apertura di un punto di raccolta in sé.

Il Comune ha comunque applicato il limite dei 400 metri e ha trasmesso un parere negativo alla Questura di Vicenza.

Prima di presentare l’istanza, l’operatore aveva chiesto chiarimenti proprio al Comune, che inizialmente aveva indicato la competenza della Questura e la necessità di locali con destinazione commerciale.

Arzignano, la cronologia di una licenza negata due volte

  • 6 marzo 2024: la Questura di Vicenza respinge la domanda di licenza sulla base del parere negativo del Comune.
  • 7 maggio 2024: dopo il ricorso, la licenza viene rilasciata.
  • 14 maggio 2024: l’operatore ritira il titolo.
  • 3 giugno 2024: la sala apre al pubblico.

Tra il diniego e l’apertura passano quasi tre mesi di attività ferma, con affitto e utenze già a carico dell’operatore.

Secondo i giudici, l’errore interpretativo di Comune e Questura non era scusabile: il progetto escludeva espressamente AWP e VLT.

La licenza del 7 maggio 2024 conferma il punto: caduto il presupposto ostativo del distanziometro, l’attività poteva partire subito.

Quanto vale il risarcimento: le voci di danno

L’operatore aveva quantificato il danno in 35.922,04 euro. Il TAR ha accolto solo la voce del mancato utile, ridimensionandone l’importo.

Voce di danno Importo richiesto Esito del TAR
Canoni di locazione e utenze 5.390,49 € Respinta
Mancato utile 20.531,55 € Accolta in parte
Danno all’immagine 10.000 € Respinta
Totale 35.922,04 € 5.000 € riconosciuti

Comune di Arzignano e Ministero dell’Interno pagano in solido, quindi la somma può essere richiesta a uno dei due, oltre agli interessi legali dalla domanda al saldo.

Le prime due voci sono state respinte per mancata prova dei pagamenti: senza documentazione degli esborsi effettivi, il tribunale non ha liquidato gli importi.

Anche il danno all’immagine è caduto per assenza di pregiudizio reputazionale concreto: non bastava dichiarare il danno, serviva dimostrarlo.

L’importo riconosciuto, 5.000 euro, corrisponde quindi a una quota del mancato utile stimato dall’operatore.

Perché il distanziometro Veneto non si applicava a quella sala

Il testo della legge regionale collega il limite dei 400 metri alla presenza di apparecchi da gioco, non alla tipologia di attività autorizzata.

Le indicazioni fornite dalla Regione durante l’istruttoria non erano vincolanti e non esoneravano Comune e Questura dal verificare la norma.

La domanda di risarcimento contro la Regione Veneto è stata invece respinta: il TAR non ha individuato una condotta illegittima imputabile all’ente né un nesso causale diretto con il danno.

Una conseguenza pratica: sulle sale scommesse senza slot le interpretazioni locali possono divergere, e il contenzioso si sposta dal diniego al risarcimento.

Cosa cambia per chi gioca

Per il giocatore la sentenza non cambia le regole, ma conferma un punto utile: distinguere tra raccolta di scommesse e apparecchi da gioco non è un dettaglio tecnico, perché determina quali vincoli urbanistici si applicano.

Resta valida la regola di base: verificare sempre il numero di concessione ADM dell’operatore prima di registrarsi, come spieghiamo nella guida ai casinò online legali in Italia.

Chi cerca un confronto tra operatori può partire dai casinò non AAMS e dai siti di scommesse non AAMS, valutando licenza, metodi di pagamento e tempi di prelievo.

I criteri di verifica che applichiamo sono descritti nella pagina come testiamo i casinò non AAMS.

Nota di trasparenza: questa è una testata di comparazione e non siamo un operatore di gioco.

Fonte: AGIMEG, TAR Veneto, sala scommesse bloccata dal distanziometro, 25 settembre 2026.

Secret Link